VIAGGIARE IN EUROPA PER IL BODYBUILDING

Intervistatore per garebodybuilding.it:

Matteo Picchi

Atleta ospite di GBB Talk:

Alexandra Cadar

Vincenzo Quatela

GUARDA ALCUNI RITAGLI CHE ABBIAMO SCELTO:

SE PREFERISCI VEDERE IL VIDEO COMPLETO:

Matteo Picchi:
Eccoci! Iniziamo la nostra discussione sul mondo del bodybuilding. La mia prima domanda è: vi siete conosciuti tramite il bodybuilding? Questa disciplina ha avuto un ruolo nella vostra relazione?
Vincenzo Quatela:
Sì, il bodybuilding ha sicuramente rafforzato il nostro rapporto. Ci siamo conosciuti all’università. Inizialmente, ci siamo incontrati aprendo un pacco di gallette e da lì è nata la nostra passione per lo sport.
Alexandra Cadar:
Esatto, dopo quell’incontro, abbiamo iniziato a vederci più frequentemente, soprattutto in palestra. Frequentavamo la stessa palestra e la stessa università e da lì il nostro legame si è intensificato.
Matteo Picchi:
Interessante inizio! E per quanto riguarda le competizioni, come avete iniziato?
Vincenzo Quatela:
Ho iniziato a gareggiare nel 2018, e Alexandra si è appassionata alla disciplina in seguito. Inizialmente, Alexandra ha gareggiato nella categoria figure, ma poi abbiamo cambiato strada e nel 2021 abbiamo iniziato a partecipare a competizioni internazionali di bodybuilding.
Alexandra Cadar:
Ho iniziato ad allenarmi seriamente nel 2017, motivata dalla passione e dal desiderio di salire sul palco dopo aver visto Vincenzo gareggiare. Anche se all’inizio ho seguito un altro preparatore, alla fine ho deciso di tornare a farmi seguire da Vincenzo. Da quel momento, abbiamo lavorato insieme, migliorando anno dopo anno.
Matteo Picchi:
Capisco, sembra che la vostra relazione abbia un impatto significativo anche nella preparazione per le competizioni. Ma com’è gestire sia la relazione personale che quella professionale tra atleta e coach?
Vincenzo Quatela:
Non è sempre stato facile. All’inizio, c’erano delle tensioni, soprattutto perché Alexandra poteva avere delle lamentele o dei dubbi sul perché facessi determinate scelte come preparatore. Ma abbiamo superato queste difficoltà stabilendo chiari confini tra la nostra relazione personale e quella professionale.
Alexandra Cadar:
Sì, ricordo quei momenti. Ci sono state situazioni difficili, come quando ero molto affamata e chiedevo se potevo mangiare qualcosa in più e Vincenzo doveva essere inflessibile per il bene della preparazione.
Matteo Picchi:
È evidente il vostro impegno e la vostra dedizione. E per quanto riguarda le vostre prime gare, come avete fatto la vostra scelta?
Vincenzo Quatela:
La mia prima gara è stata influenzata principalmente dal mio preparatore dell’epoca, che mi ha consigliato di partecipare in una determinata federazione per sfidare i migliori.
Alexandra Cadar:
La mia esperienza è stata un po’ diversa. Dopo aver partecipato a una gara ICN e aver ricevuto feedback sul mio fisico, abbiamo deciso di cercare una federazione che valorizzasse maggiormente le mie caratteristiche. Questo mi ha portato a partecipare in diverse gare con la IFBB cercando il contesto giusto per il mio fisico e la mia performance.
Matteo Picchi:
Avete affrontato diverse sfide e avete mostrato una grande capacità di adattamento. Come avete gestito questi cambiamenti?
Alexandra Cadar:
Abbiamo realizzato che non era tanto il fisico il problema, quanto il portamento sul palco, il posing. Quindi, abbiamo concentrato la nostra attenzione su questo aspetto, e questo ha portato a risultati molto migliori nelle competizioni successive.
Matteo Picchi:
Quindi, le sfide non si sono limitate solo alla preparazione fisica, ma hanno incluso anche la presentazione e il portamento. E dopo queste esperienze in Italia, avete iniziato a pensare a gare internazionali?
Alexandra Cadar:
Sì, ma prima di spostarci su quelle internazionali, ho deciso di partecipare a un’altra gara in Italia, in FCFN, perché volevo vivere l’esperienza di gareggiare insieme a Vincenzo.
Matteo Picchi:
E quando è avvenuta questa gara?
Alexandra Cadar:
Questa è stata nel 2021, tra settembre e ottobre.
Matteo Picchi:
Una transizione interessante, soprattutto in un anno così particolare. E Vincenzo, come hai vissuto questa transizione e l’esperienza delle gare, soprattutto in relazione alla scelta delle federazioni e delle categorie?
Vincenzo Quatela:
Sì, abbiamo dovuto navigare attraverso diverse sfide e decisioni per trovare la giusta direzione che valorizzasse al meglio le nostre caratteristiche e il nostro lavoro.
Matteo Picchi:
Parlando dei risultati delle gare, come vi sentite rispetto ai piazzamenti, specialmente quando le aspettative non corrispondono ai risultati?
Vincenzo Quatela:
All’inizio non andavo molto bene nelle gare, ma ho sempre usato i risultati come motivazione per migliorare. Nel 2021, ho vinto diverse categorie in una competizione NBFI, e anche se ho dovuto affrontare delle scelte difficili a causa di problemi familiari, ho scelto di partecipare a FCFN perché volevo misurarmi con atleti di alto livello. Anche se sono arrivato terzo, è stata un’esperienza preziosa per me.
Alexandra Cadar:
Le prime volte che non ho vinto, ci rimanevo male, ma grazie al supporto di Vincenzo, ho imparato ad attendere i feedback e a utilizzarli per migliorare. Col tempo ho cambiato il mio approccio, concentrandomi su come migliorare me stessa gara dopo gara.
Matteo Picchi:
Capisco, quindi è un processo di crescita continua. Vincenzo, rispetto alle federazioni italiane, c’è una in particolare in cui ti sei trovato meglio?
Vincenzo Quatela:
Ho partecipato solo in NBFI e FCFN, e mi sono trovato bene in entrambe. Ho portato atleti anche in altre federazioni, quindi ho avuto modo di vedere come funzionano. Ogni federazione ha i suoi punti di forza, ma per me, l’importante è che valutino ogni categoria correttamente.
Alexandra Cadar:
Ho partecipato in varie federazioni, sia in figure che in bikini, e ho notato che il canone di valutazione cambia molto in base al line up. È stato difficile trovare una linea vincente a causa di questa variabilità.
Matteo Picchi:
Sì, il bodybuilding è una disciplina molto soggettiva. Passando ai costumi da gara, come li scegliete?
Alexandra Cadar:
Il costume fa molta differenza nel bodybuilding, specialmente nella categoria bikini. Scegliamo i costumi provandoli direttamente con la sarta per vedere quali colori e stili mi si addicono di più.

SEGUI IL PODCAST BODYBUILDING SU SPOTIFY!

Matteo Picchi:
Quindi è una decisione attentamente ponderata. Avete notato un impatto significativo del costume sulla performance in gara?
Alexandra Cadar:
Sì, abbiamo notato che il costume può cambiare completamente la percezione di una concorrente sul palco. Il consiglio è di provare più costumi per vedere quale fa risaltare di più.
Matteo Picchi:
Ottimo consiglio! È interessante vedere come anche i dettagli come il costume possano avere un impatto significativo sulla performance.
Passiamo ora alla competizione vera e propria. Che vantaggi e svantaggi comporta gareggiare all’estero?
Vincenzo Quatela:
All’inizio può essere intimidatorio a causa della novità e dell’ignoto, ma organizzandosi bene, come scegliere un appartamento vicino al luogo della gara e preparare i pasti in anticipo, diventa gestibile. Ci concentriamo sull’organizzazione e anche sul rilassarci un po’, come con il nostro rituale di fumare un narghilè.
Matteo Picchi:
E tu, Alexandra? Qual è stata la tua esperienza gareggiando all’estero rispetto alle gare in Italia?
Alexandra Cadar:
All’estero c’è un’atmosfera più professionale e amichevole. Gli atleti interagiscono in modo più aperto e amichevole. Anche l’organizzazione è più precisa e puntuale, il che rende l’esperienza meno stressante.
Matteo Picchi:
Molto interessante. Spostandoci sul tema dell’organizzazione di un viaggio di gara, come gestite lo stress e le variabili?
Vincenzo Quatela:
Il focus è sull’organizzazione, come trovare i negozi per la spesa e le palestre nelle vicinanze, preparare i pasti e pianificare la tinta. Cerchiamo di risparmiare dove possibile ad esempio applicando da soli il tan sulla pelle nei giorni precedenti al gara.
Alexandra Cadar:
L’organizzazione è fondamentale. Arriviamo sempre con un giorno di anticipo per evitare problemi. Gestire i pasti e trovare una palestra nelle vicinanze è essenziale per mantenere la routine. Risparmiamo anche imparando a fare da soli alcune cose, come il trucco.
Matteo Picchi:
Capisco, l’autonomia gioca un ruolo cruciale. Parlando di gareggiare all’estero, come avete trovato l’accoglienza e l’organizzazione rispetto all’Italia?
Vincenzo Quatela:
Personalmente, mi sono trovato molto bene nelle competizioni all’estero. L’atmosfera è accogliente e l’organizzazione è di alto livello.
Alexandra Cadar:
Concordo. L’esperienza all’estero è più serena e professionale. L’organizzazione è generalmente più puntuale, e l’atmosfera tra gli atleti è più amichevole.
Matteo Picchi:
Interessante vedere come cambiano le dinamiche all’estero. E per quanto riguarda i costumi e il trucco, come vi organizzate?
Alexandra Cadar:
Il costume e il trucco sono fondamentali, soprattutto nella categoria bikini. Scegliamo attentamente il costume e ho imparato a truccarmi da sola per ridurre i costi. Anche i dettagli come il colore del costume possono fare una grande differenza sul palco.
Matteo Picchi:
Importante sottolineare l’importanza dei dettagli. E riguardo alla famiglia, come hanno accolto la vostra decisione di gareggiare?
Vincenzo Quatela:
All’inizio c’erano pregiudizi, ma con il tempo e dimostrando che la mia strada era naturale e salutare, ho guadagnato il loro supporto e comprensione.
Alexandra Cadar:
I miei all’inizio erano scettici, soprattutto per i costi. Ma con il tempo, vedendo la mia dedizione e i risultati, hanno iniziato a supportarmi e a interessarsi di più al mio percorso.
Matteo Picchi:
Una crescita condivisa, molto bello. Quali sono le vostre aspettative e obiettivi per il futuro agonistico?
Vincenzo Quatela:
Il mio obiettivo è esordire bene tra i professionisti. Voglio vincere, ma anche se non dovesse succedere, considero ogni gara un’esperienza arricchente.
Alexandra Cadar:
Per me, l’obiettivo è portare la mia condizione al massimo per competere nella IFBB Pro League. Nel frattempo, parteciperò anche ad altre competizioni per migliorare e potenzialmente vincere premi.
Matteo Picchi:
Obiettivi ambiziosi e un approccio molto professionale. È chiaro che entrambi avete una grande passione e dedizione per questo sport.
Vincenzo, potresti dirci il nome di un atleta che ti ha ispirato nel tuo percorso?
Vincenzo Quatela:
Sicuramente Jeremy Buendia è stata una grande ispirazione per me, soprattutto all’inizio. Più recentemente, nel panorama italiano, ammiro moltissimo Enrico Pittiruti. E poi c’è Davide Laffranchi, che considero un punto di riferimento per ogni atleta di men’s physique in Italia.
Matteo Picchi:
E tu, Alexandra, c’è un atleta che ti ha particolarmente ispirata?
Alexandra Cadar:
Sì, ammiro molto Zolotaia nel circuito IFBB Elite per i suoi risultati e il suo fisico raggiungibile. Nel circuito MPC, invece, mi ispira molto Jennyfer Dorie.
Matteo Picchi:
Passando a un’altra domanda, Vincenzo, qual è la cosa più importante che hai imparato dal bodybuilding?
Vincenzo Quatela:
Il bodybuilding mi ha insegnato a essere costante e a visualizzare i miei obiettivi. Mi ha cambiato il modo di vedere la vita, insegnandomi a superare le difficoltà e a rimanere concentrato sugli obiettivi che mi prefiggo.
Matteo Picchi:
E tu, Alexandra?
Alexandra Cadar:
Per me è stata la pazienza. Ho imparato che migliorare richiede tempo e dedizione, e questa lezione mi ha aiutato in tutti gli aspetti della mia vita.
Alessandro di garebodybuilding.it:
Come preparatori, come trasmettete queste lezioni ai vostri atleti?
Vincenzo Quatela:
Dipende dall’atleta, ma cerchiamo di prepararli a lungo termine, insegnando l’importanza di accettarsi e di dare sempre il meglio. Cerchiamo di instillare un approccio positivo, anche di fronte alle difficoltà.
Alexandra Cadar:
Esatto. Cerchiamo di far capire ai nostri atleti che l’importante è dare sempre il massimo, e che a prescindere dal risultato, devono sentirsi realizzati per il percorso fatto.
Matteo Picchi:
Per concludere, c’è un brano musicale che vi dà carica prima di una gara?
Vincenzo Quatela:
Io in realtà non ascolto musica quando mi alleno, preferisco concentrarmi sull’allenamento stesso. Per rilassarmi, ascolto musica classica, soprattutto Beethoven.
Alexandra Cadar:
Io ascolto musica casuale quando mi alleno, principalmente per isolarmi dall’ambiente esterno. Prima delle gare, una canzone che mi ha dato motivazione è stata “Delusioni” di Mostro.
Matteo Picchi:
Grazie mille per la vostra partecipazione e per aver condiviso la vostra esperienza e le vostre lezioni con noi. Siete stati degli ospiti eccezionali.
Vincenzo Quatela e Alexandra Cadar:
Grazie a voi, è stato un piacere!

GUARDA IL VIDEO COMPLETO DELLA LIVE BODYUILDING SU YOUTUBE: